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i miei 25 lettori mi han visitato circa *loading* volte (anche se gran parte delle visite l'ho fatta io personalmente per accrescere il numero).
La radio, in particolare per chi ha vissuto la propria infanzia in un periodo precedente all'era virtuale, è più che un media, è uno stato d'animo: chi, oggigiorno, rimane attaccato allo stereo col dito pronto a premere il tasto Record appena il disk jockey annuncia la messa in onda del nuovo pezzo di Ziggy Pop*? Nessuno, anche perché tanto è morto.
Cose che non ho vissuto sono le cosiddette radio libere, come Radio Aut di DJ Peppuccio Impastato, che alternava la programmazione musicale a intrattenimenti di carattere politico.
Tra i ricordi più vecchi legati al mondo radiofonico ci sono i mitici quizzoni a premi lanciati da Radio Delta Universal (conduceva, se non sbaglio, Carlo Sulas): vinsi una stupenda lenza per pescare risolvendo l'indovinello "Se un uomo si tuffa nel Mar Rosso come esce?" e pensate che potevo avere forse 6 anni.
Poi, gli anni del distacco, quando son stato teledipendente tanto a lungo che ancora adesso quando mi trovo davanti il maledettrodomestico ho le crisi di rigetto.
La riconciliazione definitiva avvenne attraverso l'autoradio: nelle sere di pioggia d'inverno, quella con le gocce grosse come Koh-I-Noor, consegnavo pizze col furgoncino della ditta al ritmo di Emergency, Welcome In The Jungle, e soprattutto con Cordialmente, presentato da quei pazzi di Elio & Le Storie Tese con Linus che - a chiusura del cerchio - proponevano quizi come "Chi vuol esser millario" o "PassaTermine".
E giorni fa ho ascoltato proprio via radio, pensomanonsonosicuro Radio2, una storia bellebella, che siccome su Internet non gira perché la radio è più bella di Internet, provvedo a narrarvi:
La trama ruota attorno al proprietario di un ristorante a conduzione familiare innamorato pazzo di Dino Zoff, che un giorno scopre che per la serata c'è una prenotazione a un tavolo in cui sarà presente - assieme agli Inzaghi e qualche altro - anche il suo mito. Allora con tanta voglia di preparare qualcosa di speciale chiede alla moglie - che ha preso l'ordinazione - quale piatto abbia scelto Dino Zoff.
"Dino Zoff??? E chi sarebbe?"
"Come chi? Non lo sai che è il mio calciatore preferito!?"
"Ah, i due fratelli... hanno scelto la spigola."
"No, cara, i fratelli si chiamano Inzaghi. Io vorrei sapere che ha scelto Dino Zoff."
"Sì, ricordo, han detto che è tanto che non prendono la spigola."
"Gli Inzaghi. Ma Dino Zoff che ha scelto?"
"E si sono raccomandati di farla buona, ché non ne possono prendere spesso."
"Sì, cara, i fratelli Inzaghi.... Ma DINO ZOFF che cosa ha scelto?"
"Sai, perché siccome giocano a calcio non possono certo mangiare spigola tutti i giorni."
"Sì, cara. I fratelli Inzaghi. Ma Zoff?"
"E proprio perché sono a dieta hanno aggiunto di non farla fritta."
"I fratelli, cara... ma Zoff!?"
[I Fratelli Karamazòv, di Fedor Dostoevskij]
